Claude Monet: The Immersive Experience giunge a Napoli

immersive-experiance-napoli-claude-monet-mann

Claude Monet: The Immersive Experience giunge a Napoli. La mostra immersiva che ha fatto innamorare milioni di visitatori incontra Napoli

Dopo i successi ottenuti a Barcellona, Bruxelles, Milano e Torino, la mostra “Claude Monet: The Immersive Experience” arriva a Napoli.

Monet incontra la città di Napoli attraverso una delle tecniche più all’avanguardia in fatto di allestimento. La mostra darà l’opportunità al visitatore di “entrare” nei dipinti dell’artista attraverso i nuovi mezzi tecnologici a servizio dell’arte.

Grazie, infatti, alle moderne tecniche di mappatura digitale, le oltre 300 opere dell’artista impressionista, saranno proiettate a 360 gradi su schermi imponenti e a realtà virtuale (VR). Il visitatore sarà così accompagnato verso una esperienza suggestiva e avvolgente.

La mostra, allestita presso la seicentesca Chiesa di San Potito, nei pressi del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) sarà accessibile al pubblico da oggi, 20 maggio e fino al 20 ottobre 2021, con un biglietto che varia dai 7 ai 12 euro.

Non è la prima volta che in Campania si assiste ad una mostra di questa portata. Altre sono state le mostre immersive che hanno coinvolto il pubblico e avvicinato i “meno avvezzi” a visitare musei. I più ricorderanno sicuramente la mostra: “Klimt Experiance” del 2017 presso la Reggia di Caserta.

Una mostra che permise di avere ben chiari la potenza e l’apporto che questa tipologia di allestimento può aggiungere al già prestigioso valore artistico del patrimonio culturale mondiale.

Ma cosa sono le mostre immersive?

Anche il Settore dei Beni Culturali è stato investito dalla Digital Trasformation. L’evoluzione e lo sviluppo sempre più importante della realtà virtuale e aumentata sta modificando l’esperienza di visita museale attirando un nuovo bacino di utenza.

Mentre i social media sono il principale canale di accesso alle informazioni al patrimonio culturale, gli enti museali da qualche anno hanno aperto le porte a mostre virtuali senza opere fisiche.

Una nuova e coinvolgente modalità di fruizione per il visitatore, rafforzata da mostre che applicano strutture di archeologia virtuale.

All’interno di questo discorso, all’avanguardia risulta essere l’apertura di M9, il primo grande museo multimediale d’Italia.

Museo che testimonia l’enorme interesse del Paese (forte del patrimonio culturale a disposizione) a rendersi competitivo e innovativo sul piano dell’utilizzo delle nuove tecnologie in campo artistico.

In questo ultimo periodo si è fatto poi un ulteriore passo avanti, proponendo allestimenti di sculture in ologramma negli spazi pubblici (piazze).

Una nuova strategia digitale integrata sviluppata dall’operatore culturale in cui è il visitatore al centro durante e dopo la mostra. Nuove competenze, professioni e sfide attendono “gli addetti ai lavori”. Il fruitore intanto potrà godersi l’arte nella modalità che preferisce.

Ulteriori informazioni: